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Prospettiva lavoro post-pandemia: come correre ai ripari

La pandemia, per molte aziende, ha significato dover licenziare il personale per via dei costi che non poteva sopportare e nella peggiore delle ipotesi dover chiudere. Lo scenario post-pandemia, sotto il punto di vista lavorativo, appare catastrofico. Domanda che viene spontanea è la seguente: come si ricorre ai ripari? Sul fronte concorsi, vale la pena sottolineare il concorso scuola 2020, dove è prevista l’assunzione di 16.000 unità. Tornando a parlare di lavoro, quali sono i mestieri più richiesti oggi?

Un campo, nel quale, ora come ora, è facile trovare occupazione, è l’ambito della programmazione. Non è necessaria una laurea in informatica, ma basta iscriversi ad un master e imparare a padroneggiare un linguaggio di programmazione come C++, Pyton o Java. Il fatto che non sia necessaria una laurea in quest’ambito, è un fattore negativo. E’ sinonimo che l’università non dia agli studenti tutte quelle skills per entrare nel mondo lavorativo, ma si è costretti, a iscriversi a corsi esterni per imparare la pratica. Sembra un paradosso, ma un ragazzo, che frequenta un corso per entrare per 4 mesi in un’azienda, ha più opportunità di un neo laureato in materia. Questo perchè le Università non sanno soddisfare quelle che sono le richieste dell’azienda. Stesso discorso vale per le materie umanistiche, dove gli studenti vengono sommersi di teoria, ma a livello pratico non sanno fare nulla. Servirebbe una vera e propria rivoluzione delle università, per permettere ai neolaureati di accedere, senza troppe difficoltà, ad un’occupazione lavorativa, inerente agli studi intrapresi.

I nuovi diplomati ponderano bene le proprie decisioni prima di intraprendere la carriera universitaria. I nuovi mezzi di informazione consentono, infatti, di effettuare una richiesta molto accurata. Tornando sul rapporto università-lavoro, che sta ogni anno venendo sempre meno, molti studenti decidono di interrompere il loro percorso di studi. Il livello d’istruzione degli Italiani è ancora molto basso. Soltanto il 4% della popolazione tra i 25 e i 64 anni ha la laurea. Settori in cui c’è opportunità lavorativa sono quelli della medicina, dove oggi vi è molta  ricerca di personale. Altre figure assai richieste sono: infermieri, fisioterapisti, pilota di droni, ingegneri, social media manager, responsabili di produzione, industrial controller. 

Molte aziende cercano HR, ovvero human resource (risorse umane). Non manca lavoro nei settori alberghiero e ristorativo, anche se, attualmente, insieme alle discoteche, sono proprio i settori più colpiti.

Lavoro, pandemia, informatica, ingegnieria

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