sabato, 20 Aprile 2019
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Nessun segno sulla neve, noir di Daniela Alibrandi

Figli della violenza

Fra i titoli dei noir scritti da Daniela Alibrandi, numerose volte premiati in Italia e negli U.S.A., è attualissimo, anche per il ricorrere di un cinquantenario del ’68, un periodo duro e convulso, “Nessun segno sulla neve”.

Sembra un romanzo, d’amore, di gioia, di giovinezza: ideali, primavere lucenti, ragazzi con i loro segreti e con gli impulsi all’emancipazione dalla famiglia, come tutti, come sempre. Si inizia a leggerlo per aprirsi ad un sorriso che vuol essere di partecipazione e di memoria, o di ambedue: la semplice verità dello stile letterario dell’Autrice, spontaneamente neorealista, è come il pennello forte e leggero di Raffaello. Spontaneamente neorealista perchè talvolta il neorealismo ha qualche forzatura di ricerca che qui viene meno, con l’ esito di permettere un’immersione totale nella realtà che viene esposta come se la si vivesse al momento.

“Nessun segno sulla neve” descrive l’affermarsi dei movimenti pseudorivoluzionari del 1968, la contestazione giovanile, studentesca soprattutto, anche se è servita di veicolo ad esponenti di altre professioni popolari al di là del ceto medio ed alto che hanno, semmai, avuto qualche rara superbia di leaders, ma hanno penetrato con la politica un mondo che ne era indenne. La composta e talvolta vittoriana educazione degli adolescenti si spezza in icebergs di prese di coscienza che non sono altro che le cime di quel malcontento postbellico e postottocentesco nei riguardi delle idee e dei comportamenti ormai obsoleti, messi a nudo dal paziente rinascere da un conflitto disastroso .

Sotto questo mosaico spesso tragico della società si nota chiaramente una divinità rosea, semisdraiata, con la mano gentile posata su una cornucopia di frutti multicolori e multiforme: Roma.

Il basso continuo dei libri di Daniela è questo, è la sua città amatissima, anche nei momenti e negli angoli di personalità lutulenti. Appare in tutte le ore del giorno, sotto le nubi, sotto l’azzurro cielo, è la vera matrice e inapparente protagonista delle opere dell’Alibrandi: è piaciuta la descrizione dell’evolversi dei quartieri storici nel noir “Una morte sola non basta”, scuote la relazione poliedrica di zone e residenze illustri o di normali ma tipiche abitazioni. Roma dorata nel Gianicolo mattutino, Roma punteggiata dalle luci di festa o da finestre alla sera. Non si fa menzione di particolari monumenti, il romanzo non è una guida, è un canto del cuore a questa armonia creatrice, o un triste appoggiare la testa alle braccia delle sue vie nelle situazioni di dolore: Monteverde come Parioli, l’EUR come Piazza Vittorio. E’ interessante notarne anche la diversa importanza nel passare dei tempi e delle mode, ma senza marcarne la voce: è questo muoversi sommesso a dare evidenza ai luoghi. Si viene ad apprendere così una Roma sconosciuta ed incantevole, si segue l’orgoglio mai ridondante dell’Autrice a dichiararsene figlia.

Questo scenario ai fatti dei libri, tutti, di Daniela Alibrandi, costruito su una Roma vera fino al nucleo, in quanto è vista senza sentimentalismi o caratteri precostruiti, è comune a tutti i suoi noir, e, se si estrapolano fondali e quinte di esso, viene a costituirsi un libro a sè, un libro su Roma tanto presente quanto poco còlta ed apprezzata: spesso, infatti, per quello che riguarda ogni passante, l’interesse che lo trae durante al giorno, fatto di motivi di lavoro o più personali, distoglie l’attenzione a questo immenso affresco di una città che non s’impone con capitelli e tramonti, ma che è là, aperta come una porta sull’infinito, magica perchè corrisponde a quella via indicibile di ricerca, diversa da tutte le altre, che ogni uomo ha.

L’Autrice, che non si pone su di essa come un erudito e non la trascura a vantaggio del filo del narrare, sembra averla di fronte come una grande amica, con la quale si può avere confidenza, anche discutendoci, soprattutto ascoltandola, magari prendendola sottobraccio. Con questo animo infatti personaggi di “Una morte sola non basta” cenano in friggitoria, parlano del futuro seduti su una panchina, cercano assistenza durante una fuga, o rammentano attimi d’amore, e, come in “Nessun segno sulla neve”, attendono ad un incontro, o soffrono delle lentezze del traffico che distingue la città da secoli, se si fa mente ad Orazio o Persio, o altri.

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Il “sessantotto a Roma non ha le tragedie eclatanti di Piazza Fontana, ma le ha più tacite e forse più terribili: “Nessun segno sulla neve” lo esprime chiaramente riportando il mutare atroce perpetrato dalle idee politiche da semplice contrasto adolescenziale o giovanile in odio sterminatore . In questo noir non si fa a pugni; ci si accoltella senza pietà, biechi, corrotti da voci di ideologie estremiste ed assassine venute da lontano, o aventi la mano nel vicino Est. Il contrasto fattosi odio ricopre ogni aspetto: da puro e solo antagonismo verso i professori, verso autorità impietrite, che spesso vedeva i ragazzi associati a buon diritto, a desiderio di distruzione, di morte, di rovina l’uno verso l’altro, sia esso uomo o donna, come se si volesse risputare la catastrofe della guerra in una coazione a ripetere. Perchè, oltre le ragioni degli storici, e da dove, al di là di Berkeley e da Parigi? Vale l’espressione di un semplice: perchè non era solo un diverbio fra età ed autorità, ma era lo strumento di penetrazione di un partito politico di stampo sovietico, al fine di prendere il potere d’Europa attraverso la destabilizzazione di ogni Stato. Un modo diverso, ma lo stesso scopo subdolo del liberismo globalizzante.

Il vero motivo del ’68 era un rovesciamento della società per la costruzione di una nuova: le donne, prima solo legate all’obbedienza, in lotta per l’emancipazione, cioè per la parità sociale e la costituzione di un proprio futuro, il riconoscimento della validità di ogni classe sociale, la fiducia nel senso di ricerca dell’istruzione, nell’innovazione; in questo, è sulla via di una totale riuscita, a cinquant’anni dalla sua manifestazione. Altro, ed i modi usati per raggiungere l’obbiettivo sono stati solamente negativi.

 Protagonista vero dei libri di Daniela Alibrandi è l’indifesa innocenza, che l’egoismo di chi dovrebbe amarla o proteggere strazia, provocando conseguenze anche a distanza atroci, sia sotto forma di difesa dell’inerme, che di vendetta o ancora compensazione di un orribile vuoto creato. Che le vittime siano spesso di sesso femminile, è perchè chi vulnera è fisicamente il più forte, stato favorito tipico dell’ego prevaricatore, ma non mancano figure maschili, come lo stesso protagonista di “Nessun segno sulla neve”, la sensibilità del quale in ogni atto è oscurata da debolezza . I noir di Daniela sono una presa di posizione contro la violenza attraverso l’esito delle tremende distorsioni che produce, che il linguaggio espositivo netto e veritiero rende ancora più ineluttabile ed agghiacciante. Ogni frase è disposta a questo, ogni vocabolo, come precise frecce diritte al bersaglio dell’umano intelletto, perchè non le sia dato adito. La poesia cede, l’amore si raggela: la violenza uccide un’anima, e quella di chi la commette, e la muta in nulla ed in lemure diabolico.

Marilù Giannone

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Lo Spirito Settario del M5S

Sicuramente il Movimento 5 Stelle non può definirsi una setta, sarebbe, infatti, una definizione fuori dalla realtà: le sette sono solitamente gruppi limitati di individui, invece il M5S è una vasta comunità politica. I pentastellati hanno, però, un chiaro comportamento settario, amplificato dalla loro presenza in Internet e favorito dalle condizioni di un’Italia in grave disagio sociale, economico.

Il proselitismo attraverso la rete ha consentito, infatti, la diffusione del modello di condotta politica pentastellata che contro il sistema vigente vuole affermarsi come unico ruolo giusto e indiscutibile perché espressione diretta del solo soggetto e valore possibile, il popolo.

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Maradona non ci rappresenta

Io amo Napoli, da molto tempo. Vi ho insegnato ed ho conosciuto persone formidabili, sia dal punto di vista intellettuale che da quello esistenziale. In certe condizioni, ovviamente, vi abiterei. In altre, assolutamente no.

Ecco, questa notizia è perfettamente in linea con le contraddizioni, le luci e le ombre, di questa popolazione e di questa città, che resta, secondo me, l’occasione offerta al mondo per comprendere quanto ridicolo e nel contempo serio, sia l’essere umano.

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BOLOGNA…. molto meglio di “Roma Capitale”

BOLOGNA:  I^ in classifica ….. e MILANO batte Roma 12  a  2

I  numeri indicano le posizioni occupate, rispettivamente da Roma e Milano, nella classifica delle 14 città metropolitane, graduate sulla base del livello di soddisfazione della qualità della vita; DATAMEDIA Rcerche infatti, come già pubblicato da “Italia Oggi”, ha elaborato i dati di un’indagine per stabilire il livello di qualità della vita percepita dagli abitanti delle maggiori città italiane, lo scopo è quello di individuare quali città risultino più vivibili e quali siano invece quelle in cui gli abitanti si sentono meno soddisfatti.

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“Ciao & Bridge” per festeggiare i 40 anni di relazioni diplomatiche tra Cina ed Europa

Cina e Italia si incontrano a Malpensa e si spostano in Expo per celebrare, attraverso la mostra “Ciao & Bridge”, i quarant’anni di relazioni diplomatiche tra Cina ed Europa, che hanno visto l’Italia sempre in prima linea nel tessere e coltivare ottimi rapporti con il Paese asiatico.
La scelta di Malpensa come location per ospitare la mostra ha confermato, con l’apprezzamento dei visitatori, la validità dell’intuizione avuta dagli organizzatori. L’aeroporto, infatti, è crocevia di cultura, emozioni, storie di vita e lavoro. Visto il numero di persone che ogni giorno vi transitano, è sicuramente il luogo che, meglio di altri, rende l’idea di “ponte”, scambio, incontro, crescita, cambiamento ed evoluzione.
Il progetto artistico prende spunto dalla metafora dell’ideogramma cinese “Bridge” (Ponte), la cui pronuncia assomiglia al saluto italiano “Ciao”, parola appartenente al linguaggio globale e che supera ogni confine.
L’Italia si è sempre impegnata a ridurre le distanze tra Cina e Europa, intensificandone i rapporti dal 1969, quando l’onorevole Pietro Nenni, allora Ministro degli Affari Esteri, dichiarava in nome del Governo della Repubblica Italiana, di riconoscere il Governo della Repubblica Popolare Cinese come unico governo legale dell’intero popolo cinese. Rapporti che ben vengono rappresentati nelle opere attualmente in mostra al Padiglione Slow Food in Expo e che a Novembre animerà l’Aeroporto di Roma-Fiumicino prima di volare a Pechino.
Tre capolavori che, incastrandosi, formano un totem, dimostrando il fascino e l’unicità di due realtà civili che camminano insieme e, a volte, si incrociano pur rimanendo ognuna con le proprie caratteristiche.
Una mostra importante sia per l’Italia che per il paese asiatico, che ha visto intervenire a Malpensa, in occasione dell’inaugurazione, l’onorevole Marina Berlinghieri (Capogruppo PD alla Camera dei Deputati nella commissione per le Politiche Europee), l’On. Michele Anzaldi (Segretario della Commissione di Vigilanza sulla RAI e componente della Commissione Agricoltura), Vittorio Sun (Direttore di Beijing Design Week), Andrea Tucci (Direttore AViation Business Development di SEA), Li Shaofeng (Console Commerciale del Consolato cinese in Italia), Li Yu (General Manager di Air China Milano), Michele Brunello (Cofondatore di DontStop Architettura), oltre alle tre artiste le cui opere fotografiche compongono la mostra stessa, ovvero Ludovica Anzaldi, Katherine Xiao, Patrizia Piga.
Nel prendere la parola, la parlamentare PD Berlinghieri ha sottolineato come la mostra «sia in sintonia con gli sforzi che in questo momento il Parlamento, il Governo e molte parti sane della società italiana stanno profondendo per far ripartire il Paese. Ciao & Bridge – ha proseguito – è un invito a collocarsi nella globalizzazione non richiudendosi su sé stessi, bensì aprendosi, riconoscendo i sentimenti comuni con gli altri Popoli e valorizzando le proprie migliori specificità. I riferimenti al cibo nell’anno di Expo – ha aggiunto – oltre alla relazione della mostra con Slow Food, sono uno stimolo a cogliere come i concetti di ‘buono, pulito e giusto’ siano chiavi importanti nel rapportarsi agli altri e nella costruzione di un futuro migliore.» Una presenza significativa quella della parlamentare europea, che la stessa Berlinghieri ha indicato come «rappresentazione del supporto delle Istituzioni verso queste strategie e verso gli eventi culturali che, come questa mostra, le sostengono.»

“Ciao & Bridge” è stata realizzata grazie all’impegno di molti soggetti; organizzata da Air China, Beijing Design Week, National Base for International Cultural Trade (Beijing), Slow Food-Great China, la mostra ha visto contribuire, tra gli altri, l’Ambasciata Italiana in Cina, Huaxia, China Pavillion-Expo 2015, Union Pay, SEA, Fondazione Italia-Cina, Beijing City of Design – Member of the Creative Cities Network UNESCO 2015, Istituto Italiano di Cultura, Sino-European Innovation Center, ed è stata curata ed installata da DontStop Architettura.
“Ciao & Bridge” è un progetto artistico che comprende tre opere fotografiche, una delle quali vede la mano di un’artista italiana, Ludovica Anzaldi, che ha messo a confronto Palermo e Pechino, e lo ha fatto attraverso foto che sono scatti di vita, emozioni immortalate, di due città interconnesse e legate anche dal punto di vista gastronomico come sono Palermo e Pechino.
Ed ancora scatti surreali che raccontano un mondo a colori pastello dove c’è buon cibo per tutti e che fa eco alla Carta di Milano e al concept del Progetto Expo, che ospiterà, nel padiglione SlowFood la mostra delle tre artiste Katherine Xiao, Ludovica Anzaldi e Patrizia Piga.

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Fashion Pills: Tacco 12

Stiletto Academy creata da Veronica Benini, architetto e autrice del best seller ‘Tacco12’ (Sperling&Kupfer) ha organizzato per domani, 13 giugno, a Milano, una caccia al tesoro sui tacchi.
L’appuntamento è in piazza Gae Aulenti dove le partecipanti inizieranno la gara, prima, con una fase di riscaldamento di caviglie, gambe e corpo, senza e con i tacchi, seguita poi da delle stiletto tips per la camminata col tacco 12 sul selciato milanese.

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Qatar e lo “shopping” in Italia

I simboli della nuova Milano passano tutti al Fondo sovrano del Qatar, che diventa di fatto il proprietario del quartiere. La Qatar Investment Authority (QIA), che già dal 2013 possedeva il 40% del progetto di Milano Porta Nuova, ha deciso di salire al 100% del capitale che finora detenevano Hines Italia SGR, Unipol SAI, Coima, Galotti.

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Etica delle Professioni, il ruolo delle donne

LE PARI OPPORTUNITA’: IL RUOLO DELLE DONNE NELLE PROFESSIONI – VII EDIZIONE
ETICA DEONTOLOGIA E PARI OPPORTUNITA’: IL RUOLO DELLE DONNE NELLE PROFESSIONI - VII EDIZIONE

Convegno Milano 5 marzo 2015 – Circolo della Stampa, Milano > Ore 15.00 – 18.00
Valido per il riconoscimento di 3 crediti formativi professionali da parte dell’Ordine degli Avvocati e dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili
L’Evento ha ricevuto il Patrocinio della Città Metropolitana di Milano e il Patrocinio dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano.
A seguito della positiva esperienza fino ad oggi maturata nello sviluppo della riflessione sull’etica delle professioni ordinistiche si offre un’ulteriore occasione per una indagine approfondita sul ruolo femminile nelle professioni.
Il convegno si propone di prendere in esame la necessità di rilanciare il ruolo delle donne nella società per stimolare un radicale cambiamento etico e morale nel mondo  delle professioni, e di riflesso, dell’impresa e della politica.
Gli ordini professionali si sono dotati di nuovi organismi per la promozione della parità di genere nella professione e ciò per valorizzare al massimo la presenza del femminile che, ad oggi, pur avendo raggiunto una parità numerica in molti ordini, rappresentano solo un terzo del reddito prodotto dai Colleghi uomini di pari grado.
Il dato evidenzia la disparità ancora esistente fra la professionalità maschile e femminile che si ripercuote su una serie di aspetti, pratici e non, sia all’interno del mondo professionale che al suo esterno.
E’ provato che la professionalità femminile eccelle in ordine a formazione, esperienza e perizia, tuttavia la stessa è stata per moltissimi anni sottostimata.
Si avverte, conseguentemente, il bisogno di un profondo rinnovamento  anche morale che ponga l’accento non solo sulla parità di genere ma anche sui valori individuali nei diversi ruoli.
A tale riflessione si collega naturalmente il tema, già in precedenza trattato, dell’etica professionale in base al quale l’accresciuta complessità del mondo del lavoro che ha determinato una sempre maggiore “specializzazione funzionale del lavoro” e quindi delle professioni, determina una iperspecializzazione nei diversi settori della cultura da parte dei professionisti che si pongono come un ponte di congiunzione tra essa e i cittadini, con evidente aumento della loro “responsabilità” conseguente al ruolo che ricoprono.
Le diverse sensibilità maschili e femminili possono, alla luce della situazione sopra evidenziata, esprimere il loro massimo potenziale come esperienza di relazione all’interno della comunità.
Il rispetto e la valorizzazione delle differenze diventa la scommessa autentica e attuale da vincere per le moderne professioni rivolte al futuro e alla globalizzazione.
E’ emerso da recenti indagini che il senso etico sia più spiccato nelle professioniste donne di fronte ad alcuni dilemmi comportamentali rispetto ai quali sono meno disposte a scendere a patti e sono più propense a seguire i principi di legalità.
La pari dignità , i valori e la capacità di visione di medio e lungo termine rendono le donne il fattore determinante per uno sviluppo equo e una sostenibile qualità della vita.
Obiettivo del convegno è, quindi, raccogliere esperienze in merito al tema della parità e dell’etica professionale al femminile nei diversi ambiti ordinistici e stimolare una strategia di sviluppo del sistema con l’adozione di politiche di genere che possano fornire un efficace contributo alla qualità del “Sistema Vita”.

La nuova tappa del road show Etica delle Professioni, promossa da Società Eventi Internazionali srl, avrà luogo il 5 marzo a Milano, presso il Circolo della Stampa, a partire dalle ore 15.00.

La tavola rotonda, moderata dal Vice Direttore del Tg3 Giuliano Giubilei, vedrà l’intervento di professioniste di prim’ordine che apporteranno importanti contributi tramite la loro testimonianza: laDott.ssa Cristina Tajani – Assessore alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca del Comune di Milano; Avv. Ilaria Li Vigni – Presidente Commissione Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Milano; la Dott.ssa Grazia Mariapia Ticozzelli – Vice Presidente della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano; laDott.ssa Donatella Gerosa – Consigliere dell’Unione Provinciale ANCL di Milano; la Dott.ssa Cecilia Bolognesi – Consigliere dell’Ordine degli Architetti di Milano; la Dott.ssa Elena Bonanni – Giornalista economico-finanziaria, cofondatrice ETicaNews.

Abbiamo intervistato alcune di loro per farci anticipare i temi che verranno toccati nei loro interventi e per avere una loro opinione in merito alla questione della disparità di genere all’interno dell’universo lavorativo.

Il Convegno è gratuito e aperto a tutti coloro che sono interessati al tema.

Per accreditarsi, visitare la pagina www. eticadelleprofessioni.it  o cliccare qui . 

Quando:
giovedì 5 marzo 2015, ore 15.00
Dove:
Circolo della Stampa, Corso Venezia 48 – Milano
Contatti: 
Tel. 06.87786375
E-mail: segreteria@eticadelleprofessioni.it 

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Sopra il sotto – Tombini Art

I protagonisti della moda italiana vestono di creatività e colore i tombini del centro di Milano in vista di Expo 2015 con una mostra open air Sopra il sotto – Tombini Art. Il progetto è stato realizzato da Metroweb con il patrocinio del Comune, in collaborazione con Camera Nazionale della Moda e in partnership con Oxfam Italia.

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La Galleria Sozzani omaggia Bettina

Martedì 16 settembre alla Galleria Carla Sozzani, sarà inaugurata la mostra “Bettina”, icona e  modella fra le più celebrate degli anni Quaranta e Cinquanta.

Bettina, nata nel 1925 in Normandia, divenne in poco tempo un emblema della moda francese. A Parigi incontra Jacques Costet, giovane stilista che aveva appena aperto un piccolo atelier, affascinato dalla sua bellezza, le chiede di indossare un suo abito

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Contro le mafie: da sud a nord

La carovana antimafia è arrivata a Milano

Giunta a Milano, la carovana antimafia  alla Casa dell’Accoglienza “Enzo Jannacci”

 Da vent’anni la carovana antimafia gira l’Italia in lungo e in largo diffondendo la cultura della legalità, denunciando i nuovi business della criminalità e difendendo chi delle mafie è ancora vittima. Giovedì 22 la carovana giungerà a Milano e alle 12.30 sarà anche alla Casa dell’Accoglienza “Enzo Jannacci” in viale Ortles 69. Dopo la tappa milanese ripartirà per un tour della Lombardia, quarta regione in Italia per numero di beni confiscati (1186 tra immobili e imprese) dopo Sicilia, Campania e Calabria e prima della Puglia, che in una settimana toccherà anche Pavia, Cremona, Mantova, Brescia, Bergamo, Sondrio, Lecco e Como.

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26-5-2014 a Milano: Incontro Interreligioso – religioni, riti e spiritualità nel tempo del morire

Lunedì 26 maggio, alle 18.00, si svolgerà presso il Palazzo Reale, l‘Incontro Interreligioso – religioni, riti e spiritualità nel tempo del morire organizzato da Vidas in collaborazione con il Forum delle Religioni di Milano.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

Info 02.72511203/258promozione.sviluppo@vidas.itwww.vidas.it

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Fashion Pills: MFW

Milano è tornata ad essere grigia e tutto il circo modaiolo, da oggi fino al 5 marzo, stazionerà a Parigi. Della fashion week milanese boccio alcuni improponibili look di blogger, di stylist e varie ed eventuali socialite che sono si sono visti fuori dalle passerelle, e la sfilata di Moschino disegnata da Jeremy Scott ed “ispirata” al junk food tanto da sembrare un inno a McDonald’s. 

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Milan Fashion Week

Si è appena conclusa la London Fashion Week e tutto il baraccone, domani, approda a Milano. Invasione di modelle (e qualche modello), giornalisti, fotografi, buyers, stylist e gli immancabili fashion blogger. Qualche anno fa scoppiò una vera e propria diatriba tra blogger e giornalisti, questi ultimi infatti rivendicavano il loro ruolo e soprattutto la loro posizione rispetto ai primi accusati di non avere nessuna formazione e/o base alle spalle.

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All’ombra del Colosseo e della Madonnina

IGNAZIO MARINO, Sindaco di Roma, prosegue la sua serie di gaffes. Dopo i casi di ANDREA BIANCHI (Capo-Staff del Vice-Sindaco), del “CONCORSONE ” (per le accuse di presunte irregolarità, con successiva rapida retromarcia), di CARLO BUTTARELLI (nominato Comandante dei Vigili e poi fatto “dimissionare”), nonché delle assunzioni di Dirigenti e Collaboratori alla pre-vigila di Capodanno, ha collezionato la sua ultima perla con la nomina di IVAN STROZZI a Presidente dell’Ama, non sapendo di una indagine a suo carico per un presunto malaffare riguardante proprio i rifiuti.

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