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C’è posta per te… Laura Boldrini

LETTERA APERTA  A  MADAME  “L. B.”

Inoltrata, tramite facebook,  alla “Terza Carica dello Stato” da AUGUSTO SINAGRA *

Gentile Signora Boldrini,

ho esitato molto a scrivere queste poche righe perché non vorrei che qualcuno pensasse che io le attribuissi una ingiustificata importanza. Lei per me, come per tantissimi altri, non ha alcun rilievo né politico e meno ancora culturale. Tuttavia, sono costretto a scriverle. Leggo infatti che lei ha deciso di ricandidarsi come Deputato. Le dico subito che la notizia non è devastante ma è semplicemente comica. Francamente non le riconoscevo alcun senso dell’ironia. Mi sbagliavo.

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Per una “Nuova Scuola”

Una delle note dolenti della scuola italiana è rappresentata dai bassi stipendi con cui viene retribuita la classe docente; questo problema, noto da sempre, è stato evidenziato dall’annuario statistico della Ragioneria generale dello Stato.

Nella scuola, lo stipendio medio è di 28.000 euro circa contro i 138.000 euro della magistratura; certamente l’amministrazione della giustizia è un compito gravoso che va ben retribuito, ma è inconcepibile la distanza che separa chi emette una sentenza da chi prepara le nuove generazioni alla vita civile e al sapere.

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Venezuela: afflusso ai seggi

L’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso la Repubblica Italiana ha inviato la seguente nota stampa:

Venezuela: milioni di elettori alle urne per l’Assemblea Nazionale Costituente

Di seguito i link dove si evidenzia la grande partecipazione ai seggi elettorali:

Per maggiori informazioni, potete contattare:

Oficina de Prensa
Embajada de la República Bolivariana de Venezuela en la República Italiana

Telefono: 06.8079797
Fax: 06.8084410
Web: https://italia.embajada.gob.ve/
Twitter: @embavenitalia
Facebook: Embajada de la República Bolivariana de Venezuela en Italia

Cultura

 “Il Giorno” di giovedì 29 giugno c.a. contiene un articolo breve di Alessandro Farruggia che espone come la cultura, attualmente, sia un tesoro che vale milioni. Si tratta di uno studio che distingue anche le percentuali di diffusione delle persone colte nello Stivale e indica soprattutto l’attuale necessità e il vantaggio anche economico di possedere una cultura.

Non si può non essere felici a leggere che il numero delle persone colte è in netta crescita, e che è “uno dei motori trainanti dell’economia italiana” . E’ un assunto che allarga il cuore e fa sperare, è una dichiarata verità che riconosce alla conoscenza il suo compito di mediatrice, ricercatrice, attuatrice di pace e di benessere. L’ISIS si vince con la cultura, preparando la gente a non farsi abbindolare dalle assurdità estremistiche. La cultura lega mille dialoghi fra mille genti, nessuno tira fuori più il coltello se c’è una discrepanza di opinioni. Finalmente un articolo di giornale che fa rinascere il sole, allontanando nubi da un cielo attualmente fosco.

Si vorrebbe che lo leggessero tanti, tanti di quelli che si incontrano nella vita e demonizzano chi è colto, come se fosse un marziano. Si vorrebbe anche chiedere scusa ai colti che sono stati un’infinità di volte umiliati, rovinati economicamente con mansioni qualunque e precarie, misconosciuti negli affetti e nell’amore.

Ma a questo si vuole aggiungere un suggerimento: il Fondo Europeo ha selezionato intermediari per selezionare, ai fini di investimento, gli individui scelti dagli imprenditori. Perchè questo, rischiando, al solito, di accettare raccomandati o persone trovate da imprenditori senza un buon livello? Perchè non osservare i risultati della cultura, scritta, dipinta, ricercata, produttrice di scienza? La verità di una cultura è nella evidenza di ciò che produce.

 Marilù Giannone

Morire… senza (?) Vitalizi !

 L’ ITALIA  è una REPUBBLICA fondata sulla Mala-Burocrazia e sui Vitalizi

….. a prescindere da quanto recitato ottimisticamente dall’ Art.1 della Costituzione 

___________di CLAUDIO TEDESCHI * 

In questi caldi giorni di luglio, un qualsiasi italiano che si rechi con famiglia e fagotti a trascorrere qualche ora sulla spiaggia libera, a pochi metri dallo scarico a mare di liquami provenienti dai vari comuni a gestione democratica e antifascista”, si troverà a scorrere i titoli di un giornale trovato sul tavolino di un chioschetto abusivo, sentendo salire dentro di sé una rabbia fredda mista a odio allo stato puro.

Fin dalla prima pagina salta agli occhi il titolo Buonuscita da 30 milioni, Flavio Cattaneo: Nulla di scandaloso, ho la coscienza a posto. Il Nostro Eroe legge ma non capisce … 

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Dallo “Schiaffo di Tunisi”…

….. PROSEGUONO LE OFFESE SEMPRE DALLA STESSA PARTE ! 

E’ passato più di un secolo dallo “schiaffo di Tunisi”, espressione ampiamente utilizzata nelle cronache dell’epoca per qualificare l’azione di forza dell’occupazione militare della Tunisia da parte della Francia, contro le aspirazioni italiane. La storia oggi si ripete, come se il Governo Gentiloni fosse ancora quello di Cairoli, primo ministro dell’Italietta povera, anzi stracciona, e del tutto inadeguato a fronteggiare le sfide del tempo, con la differenza che ora, al contrario di allora, si reagisce con molto meno orgoglio nazionale, si fanno spallucce e non ci si dimette.

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“Fratelli d’ Italia” – l’Inno degli Italiani

GOFFREDO MAMELI, …. perché  dimenticato ? 

Da parte della nostra redazione è stato letto con vivo interesse un  articolo pubblicato su “Il TEMPO” martedì 18 luglio, a firma LUIGI FRASCA, riguardante l’Inno “Fratelli d’Italia” ed il suo giovane eroico autore – Goffredo Mameli, di cui nel prossimo settembre dovrebbe celebrarsi il CXC° anniversario della nascita, nonché il CLXX° anniversario della stessa composizione.  L’autore dell’articolo fa giustamente notare come tale ricorrenza sembrerebbe quest’anno essere stata finora quasi ignorata da Istituzioni, Governo, Popolazione …. ma bisognerebbe forse evidenziare come tale insensibilità diffusa per tutto ciò che dovrebbe evocare episodi riguardanti la nostra “Identità di Nazione” sia  sempre negativamente brillata, anche nei precedenti anni !

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Mediterranean Forum of Rome – // 2

Solamente con un’illuminata “Politica Economica
si può salvare l’Umanità

E’ finito il tempo della propaganda mendace, dell’ipocrisia buonista fondata sul dogma di eguaglianze inesistenti, come, ad esempio, il continuo riferimento, da parte di tutti i livelli politici, all’emigrazione italiana, quel falso accostamento alla trasmigrazione dall’Africa, a quella dei nostri connazionali verso le Americhe e l’Europa del Nord. I nostri lavoratori partirono per l’estero con un bagaglio, nel quale, oltre alla sofferta povertà, c’erano capacità indiscusse di tradizione e sacrificio in quelle attività a fatica conquistate, e, in primo luogo, antico buonsenso ed umiltà che contraddistinguevano la terra di provenienza, culla di millenaria civiltà.

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Le idiozie della Fata Turchina

Abituata a soccorrere Pinocchio, non s’è accorta che ne ha quasi preso le sembianze, e l’ostilità assoluta per tutto ciò che è cultura. Altrimenti non avrebbe “pensato di distruggere” un Sironi, colpevole di essere pittore nel Ventennio. Possibile che, passando per la Città, così diversa dai piccoli insediamenti (anche pregevoli) delle Province prossime, non si sia accorta della luminosa architettura delle costruzioni del Periodo Razionalista, almeno di quelle dell’EUR, o non abbia avuto la curiosità di farsi un giro per Littoria?

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Lectio Magistralis Vs Capre & “partigiani”

SGARBI Vs/ CAPRE  …. da “Il Giorno” di sabato 15 luglio

“LA CROCIATA INTERROTTA DELLA PALADINA”

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” Mi arriva una nota dell’ associazione nazionale partigiani, offesi, delusi dalla Boldrina tollerante. Nella foto, nel suo studio alla Camera, la presidenta indica un dipinto di SIRONI: “l’ho trovato lì e siccome è molto bello non ho pensato di farlo sostituire, né di distruggerlo “.

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La Geopolitica Euro-Mediterranea

Comunicato Stampa            

MEDITERRANEAN FORUM alla Camera di Commercio di Roma 

Rethinking the Euro-Mediterranean geopolitical space in turbulent times

Venerdì 7 luglio 2017, nella splendida cornice della Sala del Tempio di Adriano si è svolta – come già annunciato mercoledì 3 luglio su questo web – la I^ Edizione del Mediterranean Forum of Rome, una piattaforma indipendente in grado di offrire uno spazio comune di dialogo tra gli attori dell’area strategica del Mediterraneo, organizzata in esclusiva da Universal Trust.

Valerio De Luca, Presidente del ROMED FORUM, ha introdotto i lavori ringraziando la Fondazione FENL e il Direttore Esecutivo del Forum Pierpaolo Abet, sottolineando la stringente necessità di creare un luogo di incontro capace di prendere posizione su questioni che stanno agitando le acque del Mediterraneo e colpendo al cuore i Paesi Europei, come quella economica, sicuritaria e migratoria, che saranno al centro del Paper che verrà realizzato per l’occasione dal Prof. Michel Korinman, Emerito di Geopolitica – Università Sorbona e dal Dott. Paolo Quercia, Direttore del Centro Studi per l’Estero Vicino.

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Escamotage

La scoperta, (o meglio la riscoperta), dello stabilimento Playa Punta Canna, del quale tutti i giornali parlano più o meno ferocemente, poiché in barba alla legge contro l’apologia di Fascismo semina di frasi del Ventennio una lunga spiaggia a Chioggia, ha fatto sorgere un dubbio a moltissime persone . Esse si sono infatti chieste come mai uno stabilimento balneare così grande ed organizzato potesse sorgere, completo di zone di ristoro, di gioco, di ogni comfort, praticamente dal nulla, in tempi brevissimi. E’ possibile, questo? Qualcuna di  queste persone ha deciso di compiere qualche giro informativo al Comune, (dove si sarebbe trovato che un rappresentante PD avrebbe partecipato alla costituzione dello stabilimento ) fra la gente, in altri vari Istituti, per scoprire che il complesso infame ed infamante perchè provvisto di manifesti con il “Faccione” ed altri cartelli con raccomandazione all’ordine, al rispetto, alla pulizia o dove si accennava a qualche detto dei tempi del “regime”, era beatamente funzionante da più di tre anni, sotto infiniti occhi e senza nessuna obiezione. I concittadini del gestore hanno pure ammesso che lo stabilimento era ottimo, e che era noto che tutto l’apparato corrispondeva ad un desiderio di originalità, o voglia di scherzo, del proprietario.

Di certo il Sig. Scarpa non ha voluto che una struttura magnificamente costituita fosse ridotta a discarica come capita ad altre, questo è il motivo addotto e credibile. Si ammetta che nessuno più crede nell’ordine, nella disciplina, nella rispettosa tranquillità: fa parte dell’imbarbarimento di estrazione Far West, e l’uomo ha ragione.

Al di là delle discussioni se un simile sciorinio di norme da collegio o educandato fosse lecito, con la tacita risposta morbida o positiva, il fatto eclatante è che Ministri, Minestre, altri faccioni del tipo di Fiano e compagnia di compagni ultrà si sono svegliati adesso in lacrime e rabbie indignate. Il buon Fiano ha richiesto “ore rotundo” (lo scriveva spesso Cicerone) un inasprimento della legge, portandosi così bravamente al primo piano sul balcone delle future scelte elettorali, magari come Premier.

Non prendiamoci in giro. Nostalgie, lamenti, proteste, scandalo non sono che un escamotage per dirottare l’interesse verso altri temi, affinché la gente venga distolta dalle dolorose questioni dell’assenza di lavoro o non-lavoro dei giovani, quella della sicurezza zero, e soprattutto che non affiori alla coscienza un tradimento nostrano, quello della Sanità gratis ai rifugiati ormai cosa annosa, ma mai detta, e per di più la spaventosa notizia avuta da esperti che per motivi commerciali hanno rapporti con gli Stati africani, quella che annuncia che entro cinque anni la popolazione di quel Continente sarà più che raddoppiata, con tutti i guai del caso. Invece di perdere tempo e organizzarsi per sgomitare Renzi o chi per lui, a cominciare da magistrati del decrepito pensiero stalinista, si vada immediatamente ad organizzare e, se possibile, acculturare gli africani a casa loro. Chissà? Domani l’Africa potrebbe dare la pista a tutti. Bisognerebbe poi creare un monumento al Buonsenso: gli estremismi sono odiosi; bene, perchè allora, visti i delitti, gli incitamenti a pene capitali ai prigionieri italiani, le foibe, i gulag, ecc, ecc., non si includa nella legge sull’apologia anche il comunismo?

Marilù Giannone

Bocciare l’incompetenza

Troppe Lauree senza Valore

Fra le tante manchevolezze della scuola italiana, dobbiamo registrare prima fra tutte la carenza di sicurezza, edifici vecchi, raramente controllati e nuovi talvolta malcostruiti e con le note conseguenze quando i frequenti sisma scuotono buona parte delle nostre regioni. Le decisioni governative per l’allargamento del numero dei contratti degli insegnanti con l’immissione a ruolo di oltre quindicimila docenti supplenti, disinnesca quell’altro pericolo che ogni anno si presenta regolarmente in settembre con l’apertura della scuola: il rischio delle cattedre deserte. 

Rimane, comunque, sorprendente come delle qualità di docenti e discenti non venga fatto cenno. Ci si preoccupa, più che altro, di seguire, anche nelle scuole secondarie, quei criteri di valutazione sempre ispirati al concetto di inclusione, tutto sommato accettabile nelle scuole dell’obbligo, ma non certo nei licei e negli istituti tecnici.

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Amarcord

Entusiasti all’idea di fermare i “baroni di cattedra” gli italiani del dopoguerra hanno ingoiato nello zucchero dell’immagine una pillola amara: il marxismo-leninismo. Non bisogna demonizzarli: erano ancor freschi i tragici fatti del nazismo e del fascismo, conosciuti tramite i ricordi dei genitori, ma bisogna dire, conosciuti parzialmente, perché il ventennio mussoliniano, se si tralasciano le leggi razziali e la debolezza verso Hitler, non è stato solamente negativo. Dalla contestazione scolastica è iniziato un processo di penetrazione, attuato anche su altre istituzioni ma con meno successo, di quella mentalità rovesciata che ha condotto la società italiana a scegliere male i suoi rappresentanti politici e malissimo i suoi amministratori. Trenta e più anni di malgoverno, del quale si ricordano più i nefasti che i rari fasti.

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Niger: nuovo confine per l’Italia e l’umanità

Nell’Africa Subsahariana si gioca il futuro sociale e di sicurezza del nostro Paese: dopo un lungo periodo di scarso interesse per un territorio, il Niger, grande quattro volte l’Italia, l’insediamento a Niamey dell’Ambasciatore Marco Prencipe ha determinato l’attesa e necessaria svolta nei rapporti fra lo Stato africano e Roma. L’apertura della nuova Cancelleria nella capitale del Niger è non solo il coronamento delle tradizionali relazioni di amicizia e cooperazione, ma segna l’improcrastinabile esigenza di un più stretto e proficuo rafforzamento dei rapporti bilaterali: il Niger, che figura fra gli ultimi stati del mondo per PIL pro capite, è una delle vie obbligate per raggiungere la Libia, e, verso Nord, arrivare al mare e quindi, all’Italia.

E’ proprio lì, nel Niger, che Roma si giocherà una carta importante per la gestione dei flussi migratori, garantendo oltre ad una non effimera stabilità della regione, quella sicurezza, molte volte invocata, capace di dissuadere gli interessi fondati sull’illecita tratta degli esseri umani.

L’ambasciatore Prencipe, insediatosi da pochi mesi, ha già dato impulso a tutte quelle iniziative tese a migliorare, oltre al contrasto del terrorismo, la sicurezza in campo alimentare, promuovendo ogni possibile azione per superare l’attuale malnutrizione infantile.

Una grande occasione, dunque, per l’Italia e per il Niger, sostenendo insieme una lotta alla desertificazione e per il generale miglioramento delle condizioni di vita delle locali comunità. Un lavoro che dovrà essere costante per salvare una grande regione africana dalla demolizione quotidianamente operata da quelle formazioni terroristiche che infestano tanta parte dell’area del lago Ciad.

Alessandro P. Benini  

ambmarcoprencipe

Le “M” forti dell’Europa… Macron, Merkel, Minniti

La pantomima dei …. MUSCOLI FINTI

Oltre una settimana fa è andato in onda nel telegiornale della sera uno spezzone di intervento del Ministro dell’Interno Minniti, elogiato nella presentazione per aver osato decidere una cosa mai fatta prima, e cioè aver ordinato l’inversione di rotta del volo che lo portava a Washington, per tornare in Italia allarmato dall’aggravamento della crisi delle ondate di immigrati (quasi 11.000 in un solo giorno).

Chi abbia avuto l’occasione di vedere quei 30 secondi di trasmissione in cui Minniti, faceva la voce grossa, avrà creduto di trovarsi finalmente di fronte ad un ministro molto più competente rispetto alla nullità di Alfano, che si faceva rapire sotto il naso la Shalabayeva, un ministro tosto che sa farsi rispettare, che intende salvare l’onore del paese, garantire la pace sociale e disinnescare qualsiasi rigurgito razziale.

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Due parole ancora su Don Milani

“Italia Oggi” dello scorso 9 giugno, tramite la penna di Sergio Bianchini, stigmatizza la lentissima evoluzione della scuola e per questo fa riferimento al fatto che l’ ottimo Don Milani viene spesso citato a sproposito o addirittura mal interpretato per fini politici o semplicemente per incompetenza dei responsabili dell’educazione nazionale.

Qualche giorno prima una riedizione di Polistampa, dal titolo: La scuola di Don Milani, di Mario Lancisi, esponeva le particolarità della Scuola di Barbiana, chiedendosi cosa sia rimasto della creazione del Sacerdote, con interviste a personaggi che hanno avuto mano nella guida dell’istruzione, come Veltroni, Berlinguer,Casini,Berlusconi ed altri ancora, che hanno offerto una visione personale e diversa dell’opera del controverso religioso.

La ragione e l’esito di questi testi in esame sono sicuri: nessuno, oggi, è in grado di gestire l’educazione alla cultura per inadeguatezza di preparazione: il Ministro attuale, (e si sottolinea che il buon italiano non usa il femminile per una carica istituzionale) è un’ ex sindacalista, che confessa di “non avere specifiche competenze in materia”, e dunque una figura indefinibile che non può tenere le redini di questo importantissimo Ministero. Sappiamo tutti che la cultura è un’arma di difesa dall’estremismo violento, che è soprattutto una via certa per trovarsi, conoscere, costruire, e, cosa basilare, per comunicare. Non si riesce tuttora a comprendere, data la misera condizione sociale attuale, perchè cultura è ancora, marxianamente, vista come privilegio malvagio di classe, e non si riconosce che chi ne è privo – sia essa umanistica o scientifica – è destinato a trascinare un futuro da mezzo uomo, da pitocco spirituale, da sbandato.

Il testo e l’articolo citati vogliono evidenziare che è ora di smettere di cibarsi solo di giochini informatici, spesso pericolosi, o bearsi di figure di piccolo e grande schermo. Accettarli è giusto, adeguarsi al proprio tempo, sacrosanto, ma non ci sono unicamente questi, e si chiede ad alta voce che i genitori lo riconoscano, e che riconoscano che il docente non è un negriero, ma una persona che è demandata a formare ed a selezionare chi ha talento per questo o quel settore dello scibile umano. Non è vero, cari Marxisti immaginari, cari zii d’America, che “tutti siamo capaci di fare tutto”. Non si chiama il meccanico della propria auto se un figlio ha gli orecchioni, e nel contempo lui ed il medico sono entrambi indispensabili. Una selezione prelude a vie diverse ed eguali, non è antidemocratica, non è una pena capitale.

Non è valida l’idealizzazione dell”ultimo”, è invece una buona scusa per fare “egualitarismo verso il basso” e formare il gregge grigio di elettori, che, come dimostra l’evidenza degli afflussi bassissimi alle urne, annullano sia il seguace dell’appiattimento, che uno Stato. Appiattendo il livello dei cittadini si uccidono i talenti, si ha malasanità, mala gestione, nessuna scelta, si ha unicamente degrado. Un capitolo di un bel libro: “Meglio di Niente”, dell’economista, giornalista, docente, Danilo Breschi ( Ed.Pagliai), esamina l’opera di “decrescita” di un Segretario di Partito, il “dolce Enrico” di Antonello Venditti, e punto per punto ne dimostra l’azione livellatrice (che Totò riservava alla morte) e distruttiva di tutte le attività professionali e no d’ Italia, per un distorto timore di egemonia politica di qualcuno, ma che lascia vedere in filigrana l’adesione – pagata – alla volontà di potere sovietica.

Chi si informa, chi segue un docente che crede in ciò che fa, resta libero, diviene esperto, e giorno per giorno si felicita con se stesso perchè dimostra alla propria coscienza di essere un buon cittadino del mondo. Don Milani ha gettato una grande base per permettere di salire la scala della crescita secondo attitudine. Crescita, e non il contrario, voluto da un malinteso cristianesimo: Francesco era ricco e colto, si è fatto povero ma colto, poeta e musicista, italiano, santo, non apostolo della decrescita e non argentino e populista.

Marilù Giannone

 

“Il Generale nel Bunker”

 

UN GENERALE SCONFITTO RINTANATO NEL BUNKER

 _____________________un intervento di Torquato Cardilli  

Tito Livio nella monumentale opera “ab urbe condita” ha lasciato ai posteri la descrizione dell’umiliazione subita dai Romani a Caudio nella seconda guerra sannitica del 321 a.C. sostenendo che gli elementi che hanno maggior peso in una guerra sono il talento dei generali,  la fiducia che in essi ripongono i soldati, il loro numero non disgiunto dal loro valore, e la sorte, in cui confidava persino Napoleone.

Poco meno di 120 anni fa l’Italia subì una cocente sconfitta militare ad Adua, seconda per infamia solo a quella patita sul suolo patrio a Caporetto, di cui ricorre tra tre mesi il centenario.

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Bella Italia

Un articolo lieto nel tono e felice per l’argomento ha occupato una pagina buona del “Giorno” dell’8 giugno scorso, a firma di Giovanni Bogani. Il soggetto dello scritto è un documentario che mette in rilievo, con una sapiente fotografia, le bellezze delle città e della natura dello Stivale. Bogani non manca di citare piazze e ville, monumenti e coste, dialoga abilmente con l’autore, giornalista, critico, sceneggiatore Italo Moscati, annota orgoglioso le varie dominazioni che ha sopportato lo Stato italiano prima di trovare un’identità.

Veramente, da questo succoso réportage, sorge il pensiero delle lotte, delle sofferenze, ma soprattutto della fede creatrice del popolo italiano, che tutto ha subito e tutto ha sormontato. Le bellezze sono spesso sopravvissute a disastri bellici fra stato e stato, fra famiglie e famiglie, fra re, soprattutto francesi, e papi non sempre italiani. Il concetto di Italia si è fatto strada a fatica nel mosaico di stati e staterelli, e se ne comprende la ragione: la grande civiltà romana che per tremila secoli, a partire cioè dal pensiero etrusco che voleva una terra unita ma composta da dodici stati (il numero era sacro), ha unificato in una sola cultura, perchè l’azione bellica era iniziale, o eventuale (come è avvenuto per tante città latine) popoli e genti diverse, abbracciandoli nella sicurezza e nel benessere che forniva loro, nell’ingegneria, nell’architettura, nella letteratura e storia, nella genialità dell’idraulica e soprattutto nelle leggi. La legge , contestata o no, era il vangelo dei Padri d’Italia, insieme all’amore per la città madre, Roma.

L’articolo del “Giorno” accende di ammirazione e di orgoglio chi si sente figlio di questa Patria e nel contempo lo avvelena, perchè nel pensare ad esso, camminando, egli si scontra in ogni città con finti spazzini immigrati, con un numero infinito di rivenditori di calzini, appiccicosi e fastidiosi mendicanti, e poi con sporcizie, con graffiti stupidi, incurie, rovine (una di queste, passata sotto silenzio, è un muro di Porta Portese), pseudo culture imposte. E’ come se una maligna civiltà subentrata a quella italiana le volesse negare lo splendore invidiato, come se qualche recesso biblico, mediante la religione ufficiale, volesse imporre all’Italia il volto distorto e lugubre dell’elemosina come superbia per il cittadino ricco , ed untuoso rancore per chi la chiede: ormai mendicare è il lavoro per eccellenza e da secoli per questo infelice Paese, fondato invece sul pensiero ed azione attivi. Si è italiani o confessionali di radice giudaica?

Basta con le elemosine, via chi le ammette ipocritamente: italiani, tirate su la schiena, e non aspettate altro per risolvere i problemi, come quello dell’immigrazione, che la stessa meravigliosa, abile volontà che ha fatto grande l’Italia. Il francesino arriccia il naso? Qualcun altro fibrilla, incerto, non si sa se per paura di altri o disistima per voi? Ebbene, si tirino su le maniche , si faccia secondo le leggi della Nazione, si mostri agli altri che siamo un pilastro fondante ed indispensabile dell’Unione. Si pensi a quante volte mercenari stranieri, per interessi stranieri, hanno bruciato campagne e devastato città italiane. Lasciare gli inginocchiatoi, il collo torto, la vocetta sommessa, gridare chi siamo, a muscoli tesi, rivelare l’energia che ci pervade e l’amore per lo Stato più bello e civile del mondo. Riprendiamocelo, è nostro sacrosanto diritto.

Marilù Giannone