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All’EUR in via Eufrate una targa sulla casa di Pier Paolo Pasolini

“Vidi Pier Paolo Pasolini due giorni prima della sua morte. Poi, pochissimi giorni dopo, al Congresso del Partito Radicale a Firenze, giunse appunto la notizia della sua tragica fine. Per tutti fu uno shock, un vero trauma, ma specialmente per me, che l’avevo visto, qui sulle scale di casa sua pochissimi giorni prima, dinamico come sempre. Lo ricordo anche in altri momenti, come quando, ad esempio, girava per via Tuscolana, cercando disperatamente di capire il senso di questa nostra società e di questa nostra città”.

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Noiosa e scontata la “Marcia su Roma” di Aldo Cazzullo

A BREVE,  E PRECISAMENTE IL XXVIII OTTOBRE DDXXII,
SI RICORDERA’  IL “PRIMO CENTENARIO DELLA MARCIA SU ROMA

“LECTIO MAGISTRALIS” di FRANCO D’EMILIO ad ALDO CAZZULLO

Mercoledì sera 14 settembre, su La7 prima puntata di “Una giornata particolare”, un nuovo format televisivo, affidato alla cura del giornalista Aldo Cazzullo, firma del Corriere della Sera, con la finalità di svolgere la cronaca di un giorno determinante della nostra storia nazionale.
Puntata d’esordio dedicata alla Marcia su Roma, quindi a quel 28 ottobre 1922, del quale tra poco più di un mese ricorrerà il centenario, che tanto ha significato e pesato nella storia della prima metà del ‘900 italiano e mondiale. 

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Conferenza. Serie del Centenario

Monumenti e Discorsi d’epoca
Il XX Settembre alla Libreria Horafelix

La Conferenza con Immagini illustrerà i momenti cruciali della “Presa di Roma” dai Moti Ottocenteschi alla Marcia Novecentesca.
Il percorso sarà scandito dalla visione dei Monumenti e dalla lettura dei Discorsi celebri dei protagonisti d’epoca.
Ricorrendo il Centenario della Marcia su Roma e svolgendosi la Conferenza il XX Settembre, a memoria del fatidico 1870, particolare attenzione sarà rivolta al Discorso di Udine pronunciato dal Duce del Fascismo cento anni fa.
Incipit dell’Evento che segnerà un passaggio Capitale nella Storia d’Italia.

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5 settembre 1972, le “Olimpiadi del Terrore”

Doveva essere una manifestazione sportiva che avrebbe fatto parlare di sé, riscattando il nome della Germania, invece l’attentato condotto da Settembre Nero ha irrimediabilmente sporcato le Olimpiadi di Monaco del 1972, passate alla storia come “Olimpiadi del terrore”.

 

A Roma, il 5 luglio alcuni esponenti del gruppo terroristico Settembre Nero, si incontrarono in un bar nel centro città, per discutere in merito al dirottamento di un aereo della compagnia belga Sabena, diretto a Tel Aviv, conclusosi con il decesso di tutti i dirottatori e il salvataggio degli ostaggi. Sentivano il bisogno di un atto forte che desse nuova linfa alla causa palestinese, così, dopo aver appreso la notizia da un giornale arabo, che alla Federazione Giovanile della Palestina, non era stata data risposta dal Comitato Olimpico Internazionale, in merito alla loro richiesta di partecipazione ai Giochi di Monaco, I tre hanno deciso che quello sarebbe stato il giusto obiettivo.

Le Olimpiadi di Monaco dovevano essere un riscatto per la Germania, rinata dopo le Olimpiadi del 1932, e Monaco sarebbe dovuta diventare capitale della fratellanza. Per quella occasione la sicurezza fu ridotta al minimo e si attendevano circa 7mila atleti provenienti da diverse parti del Mondo.

I terroristi, alle prime luci dell’alba poterono agire indisturbati ed entrarono, superate le recinsioni, nella palazzina dove alloggiavano gli atleti israeliani. Qui uccisero Moshe Weinberg e Yossef Romano rispettivamente allenatore di lotta greco-romana e atleta specializzato nel sollevamento pesi, giunti nella stanza, presero in ostaggio i 9 atleti e fecero pervenire le loro richieste alla polizia bavarese.

A un’ora dal sequestro degli atleti, iniziarono le trattative. Le richieste furono scritte su dei fogli di carta lanciati dal balcone della stanza in cui erano asserragliati. Queste consistevano nella liberazione di alcunifedayn” palestinesi, di alcuni terroristi tedeschi e di due elicotteri che avrebbero dovuto portare sequestratori e sequestrati allo scalo di Furstenfeldbruck, da cui poi avrebbero proseguito il viaggio verso l’Egitto.

Le richieste erano indirizzate al primo ministro israeliano Golda Meier, il quale chiuse immediatamente a ogni forma di trattativa, offrendo di rimando, l’invio di una squadra speciale per liberare gli ostaggi. Contrario l’allora Cancelliere della Germania ovest, Willy Brandt, che preferiva avviare le trattative con i terroristi che imperversavano con nuove richieste.

Intorno alle 22, i terroristi raggiunsero gli elicotteri che li avrebbero condotti alla meta designata insieme agli ostaggi, e ad attenderli, ci sarebbe stato un aereo per trasportarli in Egitto, al Cairo. Una volta giunto a destinazione, i terroristi scoprirono che ad attenderli c’era un aereo vuoto e capirono subito di essere in trappola.

Lo scontro armato durò oltre un’ora e in questo frangente morirono tutti gli atleti, alcuni terroristi e un poliziotto. I terroristi arrestati vennero utilizzati come merce di scambio nel corso di altre trattative in seguito al dirottamento di un aereo che sorvolava Zagabria ed era diretto a Tel Aviv. 

L’evento non ebbe ripercussioni sul normale svolgimento delle gare olimpiche, se non una breve interruzione in ricordo delle vittime. Questa decisione portò a numerose critiche da tutto il Mondo e macchiò irrimediabilmente le Olimpiadi di Monaco, portandole alla storia non come quello che sarebbe dovuto essere, un messaggio di speranza e fratellanza, ma l’ennesimo dramma, oltretutto avvenuto in territorio tedesco.

 

Gianfranco Cannarozzo

 

 

 

 

L’arte “diversa”: tra ‘400 e ‘600, i tormentati artisti di Mario Dal Bello

L’arte è senz’altro –per usare la storica definizione di Benedetto Croce– “espressione sentimentale immediata”. Ma come nascono l’ispirazione e il processo artistico? Quali facoltà umane mettono in moto? Con quali criteri e meccanismi? Primo ad avviare studi specifici in questo campo fu il padre stesso della psicanalisiSigmund Freud, il quale capì che la supposta separazione (e, per alcuni, addirittura antitesi) tra conscio e inconscio, normale e patologico, umano e divino, in realtà è inesistente.

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Il Quotidiano “La Stampa” contro la Mostra
“O ROMA O MORTE. Un secolo dalla Marcia”

IL GRANDE SUCCESSO DI UN EVENTO CULTURALE, IMPOSTATO TRAMITE UN’ANALISI STORICA, ACCURATA E RIGOROSA, SCATENA IL LIVORE DI ALCUNI ORGANI DI STAMPA TRA CUI, GUARDA CASO, PROPRIO DA PARTE DEL QUOTIDIANO “LA STAMPA” DI TORINO 

Alcune doverose precisazioni di FRANCO D’EMILIO 

In questi giorni, da domenica 21 ad oggi, mercoledì 24 agosto, sulla mia persona e su quella di Francesco Minutillo  (quali curatori della mostra storico-documentaria “O ROMA O MORTE. Un secolo dalla Marcia”, sino al 6 novembre visitabile a Predappio (FC) in via Roma 51) grava il peso di una campagna giornalistica, chiaramente in malafede, faziosa, soprattutto bugiarda ad opera del quotidiano “La Stampa”.

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MAC fest 2022, “Solo limoni”

dal 27 agosto al 5 settembre a Cava de’ Tirreni
 
Il MAC fest di Cava de’ Tirreni (SA) inaugura la sua IV edizione con l’alto patrocinio del Parlamento europeo. Il Festival della Musica, dell’Arte e della Cultura torna in città con un programma variegato e multidisciplinare, per consolidare una tradizione che dal 2019 offre a persone di tutte le età la possibilità di accedere a eventi culturali e di far conoscere le opere di artigianato artistico e intellettuale che animano la regione Campania.
 
“Solo limoni” è il tema del MAC fest 2022, un atto d’amore per la propria terra, alle porte della Costiera Amalfitana, che riconosce al frutto le proprietà curative, l’asprezza e la nostalgia per il suo gusto tipico. Il limone è stato inserito nella brand identity, sulla copertina della rivista Macchiato e nei suoi racconti. È il simbolo del ricordo per molti giovani costretti a emigrare, al centro delle narrazioni di autori come Montale, Tenco e Gaber.
 
L’associazione Macass sostiene anche “Invisibili”, il tema scelto per la 52° edizione del Giffoni Film Festival, con cui ha instaurato una collaborazione su più livelli. Nel rivolgersi ai giovani, l’impegno richiesto è duplice: farsi ascoltare e non restare in silenzio, diventare promotori e partecipanti di un cambiamento profondo della società.
 
Tra i numerosi e prestigiosi ospiti di questa edizione si segnalano: il regista, sceneggiatore e produttore Giuseppe Marco Albano, padrino de “La 48H”, già vincitore del Nastro d’Argento (2012) e del David di Donatello (2015) al Miglior cortometraggio; il regista Federico Francioni, vincitore del Working Title Film Festival e del Torino Film Festival; la giornalista del Corriere della Sera Corinna De Cesare, autrice del libro “Biglietti alle amiche” (Fabbri Editore) e che nel 2019 ha fondato thePeriod, newsletter femminista diventata in breve tempo una voce dirompente del panorama letterario italiano, riconosciuta da 10.000 iscritti e decine di scrittori/ci, giornalisti e attivisti.
 
Sono, inoltre, previsti concerti e djset di numerosi artisti emergenti della scena musicale locale.
 
Il MAC fest 2022 è realizzato grazie ai main sponsor La Doria, BPER Banca, Di Mauro S.p.a. e con il supporto di Pibiesse, Tremil S.r.l. e WealtHub.
 
Il programma completo degli eventi è consultabile su www.mecfest.it/programma
 

Paolo Borsellino e il libro sull’agenda rossa

Nel libro L’agenda rossa di Paolo Borsellino l’autore, Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza ripercorrono gli ultimi giorni di vita di Borsellino e sui misteri che ancora oggi aleggiano su quell’efferato attentato. 

Tra questi c’è proprio il dilemma sull’agenda rossa di Borsellino. Sulla quale, a detta di sua moglie, Agnese Piraino Leto, dei suoi figli, Lucia, Fiammetta, Manfredi e di alcuni colleghi annotava minuziosamente appuntamenti e intuizioni investigative e la portava sempre con sé in una valigetta. La borsa comparsa in alcuni scatti successivi al momento della strage in quel fatidico giorno sembra non contenesse proprio l’agenda rossa. E soprattutto, processualmente, comparirà per la prima volta in un verbale delle 18:30 di una domenica di 15 anni dopo.

La moglie, in una testimonianza a uno dei processi in risposta alla domanda del Pm Palma sull’effettività che Borsellino fosse in possesso della sua agenda il giorno della strage, risponde che scherzosamente lei gli diceva: «Guarda, mi sembri Giovanni Falcone», che ovunque andava portava con sé la borsa con le sue cosine. «Lui da un po’ di tempo faceva la stessa cosa».

Infatti, non è la sola ad essere scomparsa, anche degli appunti di Giovanni Falcone su un dischetto non si ha più nessuna traccia. Poi, a sorpresa, il 24 giugno del 1992 spunta il diario del magistrato. E da questo inizia a delinearsi un filo che conduce al coinvolgimento dello Stato nella sua morte attraverso l’allora procuratore di Palermo. Il quale mise in difficoltà, con vari accadimenti ben espressi all’interno del libro, Falcone prima e Borsellino dopo.

Una corsa contro il tempo quella di Borsellino per scoprire i mandanti dell’omicidio di Giovanni Falcone, sua moglie, Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Lui stesso sapeva e affermava che sarebbe accaduto anche a lui. «Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia (…) Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri».

«Ho capito tutto» ripeteva Borsellino negli ultimi giorni della sua vita, mentre lavorava disperatamente alla verità sulla strage di Capaci. Cinquantasei giorni dopo l’esecuzione di Falcone, arrivò la sua.

Pagina dopo pagina si entra nel vivo della storia che, se non fosse triste, reale e della quale si conosce la fine, la si potrebbe definire avvincente. Colpisce come il susseguirsi degli eventi, nonostante la drammaticità, sia fluido, scorrevole e particolarmente toccante.

Uno dei passaggi de “L’agenda rossa di Paolo Borsellino” più commoventi è “Una catena umana attraversa la città“. Il 23 giugno del 1992 migliaia di persone, soprattutto giovani, affollano le strade di Palermo per ricordare e onorare la Strage di Capaci. Ma ci furono cortei in tante altre città d’Italia. Ciò voleva dire solo una cosa: gli italiani erano con loro. Il corteo nella città siciliana si concluse in un raduno organizzato dai boyscout a piazza Mangione dove fu lo stesso Borsellino a fare il discorso in ricordo di Falcone. Parole che toccarono il cuore dei presenti.

Nei capitoli che descrivono il fatidico giorno, 19 luglio 1992, gli autori hanno fatto un lavoro eccellente. Leggendo le parole che narrano l’accaduto ci si commuove pur essendo preparati a ciò che sta per avvenire. Il susseguirsi degli eventi sono raccontanti entrando nelle emozioni di chi, purtroppo, stava vivendo la tragedia.

Alcune pagine sono dedicate al processo Borsellino ter con la trascrizione del colloquio della teste Agnese Piraino Leto, vedova Borsellino con il Pm. Il libro si chiude con gli sviluppi a cui hanno portato i vari processi a lui dedicati.

Quell’agenda di Borsellino qualcuno si affrettò a requisirla, ma perché? Troppo scottante ciò che il magistrato scriveva mentre cercava di venire a capo della Strage di Capaci? Chi intralciava il suo lavoro in procura? Quali verità aveva scoperto? Questi e altri sono gli interrogativi che non si sa se mai troveranno una risposta. Uno in particolare è oltremodo rilevante: Borsellino si sentiva più al sicuro quando era in altre città, italiane e non, che non a Palermo. Purtroppo, come viene scritto più volte, la sua sicurezza non era ritenuta così a rischio affinché la procura si impegnasse sul serio per proteggerlo. E lui nei suoi ultimi giorni si preoccupava, più che della sua incolumità, di quella dei suoi cari e della scorta.

Giuseppe Lo Bianco, cronista di giudiziaria, ha lavorato al giornale L’Ora di Palermo e all’agenzia Ansa. Ha collaborato con L’Espresso e oggi è corrispondente dalla Sicilia per Il Fatto Quotidiano. È autore di “The Truman Boss” (con Vincenzo Balli, Castelvecchi 2017) e “La Repubblica delle stragi” (a cura di Salvatore Borsellino, PaperFIRST 2018). Inoltre è tra i fondatori dell’associazione Memoria e Futuro.

Sandra Rizza ha imparato il mestiere di giornalista negli stanzoni de L’Ora di Palermo, negli anni caldi della guerra di mafia, passando presto alla cronaca nera e giudiziaria. Ha collaborato con Il Manifesto e con La Stampa, ed è stata corrispondente dalla Sicilia del settimanale Panorama negli anni delle stragi 1992-93. Per un decennio redattrice giudiziaria dell’Ansa di Palermo, oggi collabora con Il Fatto Quotidiano.

Lo Bianco e Rizza hanno raccontato, sempre a quattro mani, i retroscena dello stragismo eversivo nei libri “L’agenda rossa di Paolo Borsellino” (2007). “Profondo nero” (2009), “L’agenda nera della Seconda repubblica” (2010). “Antonio Ingroia. Io so” (2012), “DepiStato” (2019), “Il libro nero delle stragi di Stato” (2021), tutti pubblicati da Chiarelettere. “Ombre nere” (Rizzoli 2018) e “Dietro le stragi” (PaperFIRST 2021).

Giorgia Iacuele

L’Abito non fa la monaca…. e nemmeno la diva!!!

“al brillare degli specchi, segue poi il frastuono del loro frantumarsi”

I segreti delle donne che non si vogliono rassegnare all’essere soltanto “delle casalinghe”. E’ quello che promette di raccontarci lo spettacolo teatrale “L’abito non fa la monaca… e nemmeno la diva!!!”, scritto e portato sulla scena dalla regista e scrittrice Laura MASIELLI, Presidente e curatrice dell’Upter di Ladispoli, e che vede come protagonista Francesca MARTI.

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“Yujo Festival” nella Provincia di Trento:
Gemellaggio tra Castello Tesino e Giappone

PRIMA EDIZIONE DELLO “YUJO FESTIVAL”  CASTELLO TESINO 

A Castello Tesino (TN) si è svolta la prima edizione dello Yujo Festival, dal 4 al 7 agosto 2022, fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale per creare un rapporto d’amicizia tra Castello Tesino ed il Giappone.
Durante il corso della manifestazione si sono susseguiti incontri culturali importanti i cui temi affrontati vanno dall’arte, alla cultura, all’innovazione, ai famosi treni proiettile sino al dialogo interreligioso tra Cristianesimo e Buddhismo, nonché alle similitudini tra il Comune Trentino ed il Sol Levante.

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Religione e Scienza: sono argomenti così distanti?

Il rapporto tra religione e scienza è sempre stato nell’ordine di pensiero di filosofi, teologi, e scienziati per come definiamo noi oggi le diverse figure, in tempi non lontanissimi questi concetti non erano così diversi come oggi li intendiamo. Le prospettive sono diverse in base alle regioni geografiche, le culture e le epoche storiche, alcune delle quali caratterizzano il rapporto come un conflitto, altre lo descrivono come armonioso, e altre ancora dicono che vi sia una minore interazione.

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L’incontenibile forza della vita nella poesia ” Dei figli ” di Kahlil Gibran

La poesia “Dei figli” è tratta dal celebre libro di Kahlil Gibran “Il profeta“, volume unico nel suo genere, composto da 26 saggi scritti sotto forma di poesia, una sorta di raccolta di sermoni su varie tematiche afferenti la quotidianità dell’essere umano. 

Un libro senza tempo che offre validi spunti di riflessione.

Il poeta, nato nel 1883 in Libano in una famiglia di cristiani maroniti, poi naturalizzato statunitense, è un scrittore visionario, filosofo, poeta mistico e artista. Il suo stile è inconfondibile, retorico e sapienziale, e allo stesso tempo semplice. Il linguaggio è scorrevole ma ricco di simboli e metafore dal tenore profetico. La sua poetica è mistica, ossia unisce la meditazione orientale e la letteratura occidentale, divenendo strumento di riflessione esistenziale perché è della vita che parla (amicizia, amore, matrimonio, figli, lavoro, gioia e dolore, leggi, libertà…).

Dei figli

E una donna che reggeva un bambino al seno disse:

Parlaci dei Figli.

E lui disse:

I vostri figli non sono figli vostri.

Sono figli e figlie della sete che la vita ha di se stessa.

Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,

E benché vivano con voi non vi appartengono.

Potete donar loro l’amore ma non i vostri pensieri:

Essi hanno i loro pensieri.

Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:

Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.

Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:

La vita procede e non si attarda sul passato.

Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccati in avanti.

L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.

Affidatevi con gioia alla mano dell’Arciere;

Poiché come ama il volo della freccia, così ama la fermezza dell’arco.

 

 

Una donna del popolo, madre, interroga il profeta sul tema dei figli. L’elaborato si presenta come un componimento biblico, ricorda lo stile sapienziale dei testi sacri (E lui disse). La sua affermazione (I vostri figli non sono figli vostri), è una contraddizione, una provocazione, che rappresenta il filo conduttore di tutto il testo perché spiegata nei versi successivi. Basato sull’accostamento ipotesi – negazione tipico dei procedimenti filosofici, il lettore è guidato dal profeta nel ragionamento per cui approda alla sua verità. I genitori costituiscono solo il mezzo per venire al Mondo. I figli vengono alla Vita tramite loro ma non da loro perché sono figli della Vita, dell’ardore e dell’espansione dell’esistenza stessa. Il loro pensiero è autonomo rispetto a quello dei genitori che li proteggeranno e li accudiranno ma non potranno influire sulle loro anime.

(Esse [Le loro anime ] abitano la casa del domani). I figli appartengono al domani e la Vita non indugia nel passato ma procede propulsivamente.

Straordinaria la lunga metafora degli ultimi versi (L’arciere… vi tende con forza affinché le sue frecce vadano lontane): l’immagine dell’arciere che scocca la freccia rimanda alla ”volontà di Dio”.

L’uomo è un arco tra le mani del Creatore e i figli sono le frecce scoccate nella vita. Se dunque l’uomo si abbandona alla volontà divina può confidare che c’è un disegno che lo supera. Ogni figlio che viene al Mondo ha una precisa traiettoria da seguire ma non spetta al genitore stabilire quale essa sia ma alla forza irrefrenabile della Vita stessa.

Il genitore è solo strumento che indirizza, scaglia i figli come frecce viventi nella vita, ma ogni freccia segue una traiettoria unica.

Nessun figlio nasce dunque a caso, ma il suo venire al Mondo ubbidisce a un preciso scopo nel piano generale della Vita.

Per quanto riguarda la tecnica stilistica, la poesia si compone di versi lunghi, irregolari e senza rima e lo stile, come detto relativamente al libro cui appartiene, è sapienziale, ricco di immagini, antitesi e accumulazioni. Ritornano di frequente gli stessi termini, in particolare figli e voi, a voler definire due categorie umane contrapposte e autonome.

Nella seconda parte l’imperativo potete collegato alla causale poiché spiega le ragioni che il profeta vuole esprimere. Ogni periodo è poi caratterizzato dalla contrapposizione tra ciò che i genitori possono e non possono fare, attraverso la ripetizione della congiunzione avversativa ma. I ritorni strutturali con la ripetizione dei concetti, rendono il messaggio facilmente comprensibile e atto a colpire il lettore emotivamente. 

Particolarmente suggestiva la lunga metafora finale dell’Arciere Creatore che mira l’infinito e dell’arco fermo nelle sue mani per suggerire l’abbandono confidente di un genitore che veramente ama.

 

Veronica Tulli

A Torre del Lago, la Tosca di Puccini in “camicia nera”

LA TOSCA IN UN’INOPPORTUNA RIVISITAZIONE SCENICA

_______________  FRANCO D’EMILIO  

Le critiche, la polemica, soprattutto le battute sferzanti, anche salaci, tanto più adesso in pieno clima di accesa campagna elettorale, sembrano davvero non desistere sulla bocca dei tanti melomani, appassionati d’opera lirica, accorsi da tutta Italia e dall’estero, ma delusi, amareggiati, addirittura inquietati dalla messa in scena della Tosca di Giacomo Puccini all’edizione in corso del Festival di Torre del Lago, come ogni anno dedicato appunto al grande compositore lucchese.

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L’EcoSagra de Li Diavulicchi, divertirsi e far del bene.

“Ci lu stomaco bonu vole cu stane, cipudda e diavulicchi ane manciare”
(Chi vuole stare bene di stomaco, cipolla e peperoncini deve mangiare).

In questa torrida estate italiana, con la speranza di esserci lasciati alle spalle i problemi della pandemia, con la voglia di staccare la spina e non pensare alla guerra o al prezzo della benzina che continua a salire come il termometro di queste afose giornate, troviamo, a tutte le latitudini, feste, sagre e fiere per intrattenere i turisti e i residenti del luogo. Allora, perché segnalare la 13° Ecosagra de Li Diavulicchi a Morciano di Leuca?

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Intervista a Francesca MARTI: “Recitando trovo la mia vita e incontro la mia persona”.

Un’artista completa e poliedrica, ballerina, cantante, attrice teatrale e televisiva. Francesca MARTI  ci racconta la sua storia.

Francesca, com’è nata la tua passione per lo spettacolo?
“Da piccolina ho studiato danza classica e alcuni successi in dei concorsi per teen-agers mi hanno dato lo stimolo a cimentarmi in questo mondo e a perseguire i miei obiettivi. Quindi ho iniziato a studiare recitazione (Accademia “Enzo Garinei”, n.d.r.) e, fortunatamente, ho iniziato subito a lavorare al Teatro “La Chanson” di Roma, con Isabella Biagini, ed è stata una grande opportunità, per la mia formazione, poter studiare e lavorare contemporaneamente.

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Prezioso catalogo di “O ROMA O MORTE”.
Un secolo dalla Marcia

Da poco più di dieci giorni è stato pubblicato e posto in vendita al costo di 18 euro il catalogo della mostra storico-documentaria “O ROMA O MORTE. Un secolo dalla Marcia”, dal 23 aprile scorso in svolgimento sino al prossimo 6 novembre a Predappio, in via Roma n. 51, con apertura dal venerdì alla domenica e negli altri giorni festivi, orario 10.30-13.00 e 14.00-19.00.

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Una “Gloriosa Esposizione” di Antonio Canova
sino al 25 Settembre presso il Museo Bailo a Treviso

AMMIRANDO LE OPERE DEL CANOVA, AL MUSEO BAILO  

Alla Redazione di Consul Press, domenica 24 luglio, è pervenuta questa nota redatta da Mattia Carlin – più volte ospite su questa nostra Testata – qui di seguito riportata.   

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A Treviso, al Museo Bailo, pochi giorni fa nel tardo pomeriggio, ho avuto il piacere di ammirare la grande mostra “Canova gloria trevigiana” insieme alla  gentile Dottoressa LAVINIA COLONNA PRETI – Assessore ai Beni Culturali e Turismo della bella città di Treviso. 
L’Assessore appartiene ad una nobile Casata Veneta, discendente dalla Casata Patrizia Romana dei Colonna e, oltre ad un prestigioso curriculum, vanta una notevole esperienza nella comunicazione strategica internazionale. 
Abbiamo preso in rassegna vari temi a me cari, come la conservazione del patrimonio culturale e il valore della cultura come strumento di amicizia e dialogo tra Paesi e Territori, per me un piacere doppio essendo Veneto, nonché gli scenari internazionali che seguo con vivo interesse, essendo Vicepresidente dell’UCOI.

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ATTRAZIONE FATALE E ALTRI RACCONTI,

Il nuovo libro di Maria Grazia Scelfo

L’ultima fatica letteraria di Maria Grazia Scelfo, è una raccolta di suoi racconti ed opere già pubblicate sulla rivista spagnola on line “Valencia Escribe” a partire dal 2017 e da lei stessa tradotte in italiano, non solo per il suo piacere di tradurre ma per ampliare la platea dei lettori.

Pubblicati con testo a fronte, sono ventiquattro i racconti di questa raccolta,  che trattano temi di attualità o di fantasia, ambientati prevalentemente in Spagna, ma anche in Italia e in tanti altri paesi per offrire spunti di riflessione.

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Riapre al pubblico il Nuovo Planetario di Roma

Sono trascorsi otto anni, ma finalmente il Nuovo Planetario di Roma a riaperto le sue porte al pubblico.

Ad inaugurarlo, il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri che non nasconde la sua soddisfazione: Sono davvero molto felice – ha dichiarato il Sindaco – di festeggiare il compleanno di Roma con la riapertura dopo 8 anni di questo Planetario che come vedrete è bellissimo e avanzatissimo, lo aspettavamo da molto tempo. Mi hanno detto che in sole 48 ore ci sono già state più di 2700 prenotazioni. Vedremo ragazzi, scolaresche bambini ma non solo. E’ pensato come un luogo di incontro ma anche di apertura di dialogo con la comunità scientifica. Un polo sulla cultura, sulla bellezza, sulla scienza che è uno dei valori fondanti che esprime bene l’universalità della nostra città. E’ stata molto migliorata la tecnologia sia rispetto a quella di 8 anni fa e rispetto a quella originale, l’antico proiettore Zeiss Mark II, donato dai tedeschi all’Italia a parziale riparazione dei danni della I Guerra mondiale”.

Il Planetario si presenta infatti con una splendida sala rinnovata con 98 poltroncine dalle quali si puàò comodamente ammirare lo spettacolo delle stelle sopra la Capitale.

Da qui si può anche osservare l’asteroide 66458  dal suggestivo nome ‘Romaplanetario’, che sebbene sembri piccolissimo ha un diametro reale stimato tra i 2 e i 4 chilometri ed è stato scoperto da Gianluca Masi, uno degli astronomi e divulgatori che sarà pronto ad accogliere i visitatori insieme ai sui colleghi Gabriele Catanzaro, Giangiacomo Gandolfi, Stefano Giovanardi e il nuovo arrivato Luca Nardi.

Fra le grandi novità del Nuovo Planetario c’è infatti la presenza di un team di srtudiosi di eccelelnza che in ogni spettacolo guiderà dal vivo i visitatori in un incredibile viaggio fra le meraviglie del cielo.

 Sul sito www.planetarioroma.it tutte le info.

A Roma, LUCE SULLE TORRI, arte e cultura al VI Municipio

Una manifestazione artistica e culturale promossa dal Municipio Roma VI delle Torri, LUCE SULLE TORRI è dedicata a bambini, famiglie, coppie, anziani, turisti, appassionati e curiosi. Un progetto realizzato in ben 11 quartieri, in spazi pubblici, luoghi di aggregazione, biblioteche e polisportive, con il coinvolgimento attivo delle realtà e delle associazioni territoriali.

Questo weekend, dal 22 al 24 luglio, gli eventi si terranno presso Colle degli Abeti e Lunghezza.

Sono circa 70 eventi in programma per tutti i fine settimana (venerdì, sabato e domenica) compresi tra il 1° luglio e il 7 agosto (per un totale di 6 fine settimana), ad ingresso libero e gratuito.

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